Torneranno le rondini a volare
quando il cielo sarà terso da ogni nube
fin lassù sospinta dal fumo delle ciminiere.
Il sole che s’affaccia stanco sbadiglia
sopra il mare e sopra una conchiglia
che trascina sulla sabbia la sua orma
nera di pece che s’allunga e avvinghia
tenere ali, vele dei gabbiani.
La sabbia più non cuoce, è vuoto il mare
né offre la foresta ombra sicura
divelte ai grandi larici le chiome
sui tronchi non squittisce più scoiattolo,
le foglie al rosso acero cadute
giacciono accartocciate sul terreno.
L’opra dell’uomo mutato ha la natura
Madre benigna ora freme e trema
ha sopportato a lungo ed il vulcano
la lava erutta dal suo gonfio ventre,
scatena la sua furia l’uragano
trascina i corpi e fugge via lontano
senza fermare il vento che lo insegue.
Tempo verrà, sarà nuova stagione
quando l’uomo, ripresa la ragione
dell’esser solo ospite, comincerà ad amare
questo mondo che continua a calpestare.
Sellia
Marina, 14 Giugno 2013


Bellissima poesia, con tema attualissimo : descrizione stupenda .
RispondiEliminaGrazie per la tua visita carissima e del tuo apprezzamento ai miei poveri versi
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