Ora siam qui attoniti a guardare
quanta desolazione frantumata mostrano
tutti i neri macigni da
levare
e al ghiaccio ed alla neve togliere
una sola delle vittime, sorprese a camminare
quando la terra madre cominciò a tremare.
Forte il rumore prima della scossa
un tremor lungo pregno di sciagura
si diffuse per l’aere, era l’avviso, forse
ma non destò nessuno.
Sorprese madri, bimbi stretti al petto,
seppellì uomini adulti e baldi giovani
dentro le loro fragili case
e non erano case maledette,
Le mura screpolate portan ferite
ma molte a terra sono sbriciolate
coprono i corpi, troppi da contare
e la terra, signora della vita e della morte,
da padrona schiava diventata
d’ogni umana insanità… s’è vendicata
su poveri infelici che un futuro più non avranno
e sui feriti grondi di sangue che non si raggruma
la pioggia sola laverà il
lor pianto.
Tu non voltarti, la tua pietà non serve
e la coscienza…l’hai seppellita insieme al loro marmo.
Sellia Marina, 29 Aprile 2015


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