Ogni volta pensi sia l’ultimo canto
quello che scrive la mano sopra il foglio,
soffio di vento che nel petto spira
scorre lesta la penna e non si ferma,
troppe cose ci son da raccontare
del tempo passato così in fretta
e gli anni trascorsi a ricordare
quel che facevi prima, or non hai
fretta.
Vaga la mente e ferisce il cuore
oppresso da malìe senza sapere
che hai posto un cancello e fra le
sbarre
filtrano ombre come per magia,
lavori a mano, camicie da cucire
e quelle medicine che hai scordato
son
rimaste invecchiate, semivuote.
E come allora la ferita è aperta
Sant’Anna non la cura e la speranza
viaggio inutile… d’un treno senza sosta!


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