Lascia che sopra il foglio resti la traccia
di chi coi versi cerca di lodarti
d’innalzare a te liberi canti
oppur sonetti inni madrigali
o giambi.
Palpiti che sempre ispiri, Musa,
al core che si strugge d’emozione
la penna ch’è guidata dal tuo soffio
non è mai stanca e un altro rigo pone
sul foglio bianco e nasce una canzone
dall’animo che acquieti e che ogni sera
si volge a te perché sia preghiera
che il labbro mormora
quando scrivo per te e per me sola.
Sellia Marina, 22
Gennaio 2014


Nessun commento:
Posta un commento