Lassù, nell'infinito, oltre la coltre azzurra
come il cielo, come il mare
vedo mondi nascosti ad ogni piè mortale
Vedo mura e torri, giardini
con grappoli di glicine fioriti
e porticati in quei luoghi antichi
dove uomini camminano con toghe
ammantano le spalle con mantelli
giovani imbelli e fanciulle ignude.
e vedo dentro il mare ove riposa
tutta quell'acqua che circonda il mondo
sirene che s'abbracciano a tritoni
muraglie di coralli ove si perde
veliero ormai piegato sotto l'onde
abissi sterminati ove giungo
una fessura aperta dentro un mondo…
forse son lì, celata in quell'anfratto!
Niun mi vede, ecco, il dado è tratto.
tutta quell'acqua che circonda il mondo
sirene che s'abbracciano a tritoni
muraglie di coralli ove si perde
veliero ormai piegato sotto l'onde
abissi sterminati ove giungo
una fessura aperta dentro un mondo…
forse son lì, celata in quell'anfratto!
Niun mi vede, ecco, il dado è tratto.
Sellia Marina, 28 Febbraio 2014


Molto piaciuto lo scenario proposto in questi versi. Splendide le immagini donate al lettore, come quella del glicine o del mare. Nemmeno saprei dire quale sia la strofa che mi è piaciuta di più. Bellissima poesia, letta con la gioia del cuore. (Raggioluminoso)
RispondiEliminaSolo tu mia cara potevi giungere fino..in questo anfratto…non sono in molti a conoscerlo e le immagini…ne avevo così tante in mente ma non ho saputo tradurle
RispondiEliminaEccezionale. Saluti Caterina. Sono entrata per poco in fb per venirti a trovare. Isabella Broggini. Varese
RispondiEliminaGRAZIE COME SEMPRE DELLA GENTILEZZA MIA CARA ISABELLA E DEL TEMPO CHE MI DEDICHI
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